Un’ottima definizione di coaching:

Una definizione di Coaching che condivido:

In termini estremamente semplici potremmo definire il coach come un catalizzatore del cambiamento.

Nella fattispecie il suo intervento è volto a stimolare e promuovere la crescita del cliente nel pieno rispetto della sua unicità e delle sue caratteristiche individuali.

Il coach è un professionista dedito allo sviluppo delle potenzialità di un individuo (ma anche di un gruppo, come per es. una squadra, oppure di un'organizzazione, come per es. un'azienda) per il raggiungimento di obiettivi specifici.

Il coach dunque non aiuta (e per tale ragione il coaching non puo' essere collocato tra le relazioni di aiuto), bensì opera per promuovere l'autosviluppo del cliente (coachee).

Il coach coadiuva la persona nel processo di presa di coscienza, ricerca e sviluppo delle proprie potenzialità personali.

Il coach stesso è una risorsa.

Egli non si sostituisce al cliente, piuttosto attraverso la sua tecnica e le sue competenze, diviene il tramite mediante il quale il cliente viene posto nelle condizioni per esplorare le situazioni ed individuare e realizzare i piani di azione per raggiungere i propri obiettivi.

Il coach non fornisce soluzioni, non ha obbiettivi preordinati da proporre al cliente, non insegna né trasmette nozioni, non manipola la libertà di scelta, non propone un proprio modello di comportamento né un proprio stile di vita.

Egli piuttosto mira a favorire, nel proprio cliente, un incremento di autoconsapevolezza rispetto alle sue competenze, alle esperienze pregresse, alla creatività, ai suoi punti di forza, affinché individui autonomamente le proprie soluzioni.

Il coach assolve "soltanto" la funzione di colui che stimola il cliente a individuare e chiarire i propri obiettivi, sostenendolo nel redigere ed a attuare un piano di azione che gli permetta di realizzarli nei tempi che ha stabilito (Crispino et al., 2007).

Il coach fa tutto questo tramite l'accoglienza e l'ascolto attivo, costruendo così con il suo cliente un rapporto di fiducia, una vera e propria alleanza.

Un rapporto quindi fondato sul confronto aperto, rispettoso, costruttivo e libero da pregiudizi affinché il cliente si focalizzi sulle aree della propria sfera professionale o personale che possono essere migliorate o implementate.

Lo strumento principale a cui si affida il coach nell'esercizio della propria funzione è ovviamente il linguaggio.

Non di meno il coach non è soltanto un esperto nell'arte della comunicazione.

Egli deve avere esperienza, una buona dose di intuito, deve saper porre domande in modo incisivo e autorevole, deve fornire feedback mirati e continui, deve motivare e responsabilizzare il cliente nel passaggio dal pensiero all'azione, deve supportarne la concentrazione affinché non perda di vista gli obiettivi stabiliti.

Ma più di ogni altra cosa il coach deve possedere la capacità di ascoltare in modo profondo ed empatico, sapendo cogliere, oltre a ciò che viene detto, anche ciò che non viene detto.

Egli deve saper utilizzare il silenzio ma avere anche il coraggio di dire la verità, finanche quando questa è "scomoda" per il cliente.

E' tuttavia necessario tener ben presente che essere coach, oggi in Italia, significa soprattutto essere un pioniere, con tutte le difficoltà che questo comporta in un paese in cui spesso le novità vengono accolte con un misto di diffidenza e curiosità.

Essere un coach significa impegnarsi a divulgare una "cultura" del coaching nel nostro paese; vuol dire essere critici verso ciò che viene da oltreoceano o dall'Europa, vuol dire trasformare un metodo nato nel mondo anglosassone, intriso di pragmatismo e comportamentismo americano, e adattarlo alla realtà italiana.

Essere coach vuol dire essere soprattutto professionalmente preparati.

Un coach infatti non è soltanto un ottimo comunicatore, né si limita semplicemente ad applicare le sue conoscenze tecniche e metodologiche (benché tecnica e metodologia siano fondamentali).

Un coach dà valore alla cultura, in ogni sua espressione, per questo deve avere un' eccellente preparazione culturale oltre che teorica.

E lo fa esprimendo le sue potenzialità più profonde, mettendo all'opera la sua creatività, lavorando al servizio del beneficio altrui.

Infatti, più di ogni altra cosa, il coach è una persona sicura delle proprie scelte esistenziali, costantemente proiettata verso la propria crescita personale, la cura di sé (per come l'intendevano gli antichi greci, in tal senso si veda l'Alcibiade di Platone) ed il proprio ben-essere, al fine di mettersi "al servizio" del "bene altrui".

tratto da: Human trainer

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